Questo è il numero di push up che dovresti essere in grado di fare in base alla tua età

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Donatella

Quanti piegamenti sulle braccia per fascia di età

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Quante flessioni riesci a fare di fila? Una domanda semplice, che però – sotto sotto – ci punge sempre un po'. Perché i push-up, quei movimenti apparentemente banali che molti di noi ricordano dalle scuole medie o dall'allenamento a casa durante il lockdown, sono in realtà un piccolo test non ufficiale della nostra forma fisica.

Da anni, l'American College of Sports Medicine (ACSM) fornisce delle tabelle indicative che stabiliscono quante flessioni una persona in salute dovrebbe essere in grado di fare, in base all'età e al sesso. Ma quanto contano davvero questi numeri? E soprattutto: servono a qualcosa, oppure ci fanno solo sentire inadeguati?

Oggi cerchiamo di dare una risposta chiara, onesta e, perché no, anche motivante. Niente moralismi, niente gare di virilità: solo uno sguardo concreto su come funzionano i push-up, cosa dicono di noi e come possiamo usarli per migliorarci – senza farci venire l'ansia da prestazione.

I push-up: un gesto semplice che dice tanto

A guardarli, sembrano l'esercizio più semplice del mondo. Nessun attrezzo, nessuna palestra, solo il peso del proprio corpo e un pavimento. Eppure, i push-up (le classiche flessioni) sono un movimento sorprendentemente completo: attivano petto, spalle, tricipiti, addome, schiena e anche glutei, se eseguiti correttamente.

Non si tratta solo di forza muscolare, ma anche di coordinazione, stabilità e controllo posturale. Ecco perché l'ACSM li considera uno degli esercizi più efficaci per valutare la resistenza muscolare della parte superiore del corpo. In altre parole, se riesci a fare un certo numero di flessioni, significa che il tuo corpo – nel suo insieme – è in grado di sostenere uno sforzo moderato in modo efficiente.

Certo, non è una verità assoluta: ci sono persone con grande resistenza ma poca forza esplosiva e viceversa. Tuttavia, i push-up rimangono un buon punto di partenza per capirci qualcosa.

Cosa dicono davvero i numeri

Secondo le linee guida dell'ACSM, una persona in buona forma fisica dovrebbe riuscire a completare un certo numero di flessioni ininterrotte, eseguite con tecnica corretta (corpo allineato, petto che scende vicino al suolo, gomiti ben controllati). Ecco una tabella di riferimento, tratta direttamente dai parametri dell'ACSM:

Tabella di quante flessioni e piegamenti sulle braccia fare per fascia di età
EtàUomini (buona forma)Donne (buona forma)
20 – 29 anni22 – 30 push-up15 – 20 push-up
30 – 39 anni17 – 25 push-up12 – 18 push-up
40 – 49 anni13 – 20 push-up10 – 15 push-up
50 – 59 anni10 – 17 push-up7 – 12 push-up
60+ anni7 – 14 push-up5 – 10 push-up

Questi valori rappresentano un livello “accettabile” o “buono” di fitness per adulti sani e non atleti. Non sono numeri da Marines, insomma. Se li superi, ottimo. Se ti avvicini, stai andando bene. Se sei molto sotto, può essere un segnale per iniziare a lavorarci.

Ma attenzione: non sono un esame universitario. Non ci sono voti e soprattutto non c'è una punizione per chi non ci arriva.

La verità nascosta dietro ogni flessione

Quando si parla di numeri, la tentazione è sempre quella del confronto. “Quante ne fa lui? Quante ne fa lei?” Ma il punto centrale dovrebbe essere un altro: che tipo di movimento stai facendo e come ti fa sentire?

Fare venti flessioni con una tecnica traballante, bacino a terra e gomiti sballati, non è meglio di farne cinque con precisione. Anzi, spesso è il contrario. La qualità del gesto vale molto più della quantità. E questo vale doppio quando iniziamo a usare i push-up come parametro per giudicare la nostra salute o, peggio ancora, il nostro valore personale.

Ricorda: il tuo corpo non è in gara con nessuno. Sta cercando, giorno dopo giorno, di adattarsi, migliorare, rimanere attivo. Il numero di flessioni è solo uno dei tanti modi per vedere come va.

Allenarsi senza farsi male (e senza frustrazione)

Se dopo aver letto la tabella ti è venuto un brivido freddo perché a stento riesci a fare tre flessioni... va tutto bene. Sul serio. Si parte da dove si è, non da dove vorremmo essere.

L'ACSM raccomanda, infatti, di progredire in modo graduale, soprattutto se sei inattivo da tempo. Inizia pure con le versioni semplificate: sulle ginocchia, contro il muro, o inclinate su una superficie rialzata. L'importante è mantenere la forma corretta: schiena dritta, addome attivo, respiro controllato.

A mano a mano che ti senti più sicuro, puoi passare alla versione classica. Anche solo aumentare di una ripetizione alla settimana è già un segnale di progresso. Non serve cronometro, non servono app: basta ascoltare il proprio corpo.

E per chi va oltre i numeri?

Ci sono persone di 60 anni che fanno 30 flessioni senza battere ciglio e ventenni che si stancano al quinto tentativo. Il motivo? Stile di vita, abitudini, genetica e soprattutto costanza.

Chi mantiene una routine di attività fisica regolare, anche leggera, tende ad avere migliori risultati nei test di resistenza muscolare. Non si tratta solo di forza: anche alimentazione, sonno, stress e postura influiscono enormemente.

Il messaggio è semplice: non serve diventare atleti per stare bene. Ma avere un riferimento, come quello dell'ACSM, può essere utile per darsi degli obiettivi realistici. Non per confrontarsi con gli altri, ma per monitorare il proprio percorso.

Quindi, quanti push-up dovresti fare?

La risposta onesta? Quelli che riesci a fare oggi, con impegno e controllo e uno o due in più la settimana prossima. I numeri dell'ACSM possono essere una guida, ma non sono un test definitivo. Se ti ci riconosci, bene. Se no, non importa: puoi usarli come ispirazione, non come condanna.

L'importante è non restare fermi. Il vero obiettivo non è raggiungere una cifra, ma mantenere il corpo capace di muoversi, adattarsi e migliorare. Che siano flessioni, camminate, yoga o nuoto, tutto contribuisce alla salute generale.

E magari, un giorno, scoprirai che puoi fare venti push-up senza nemmeno accorgertene. Ma quel giorno non sarà una gara vinta: sarà solo un altro passo avanti nel tuo percorso.

Disclaimer: questo articolo è puramente informativo e non sostituisce il parere medico. In caso di dolori, infortuni o problemi di salute, consultare un professionista prima di iniziare qualsiasi attività fisica.

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Donatella

Mi alleno da otto anni, il che significa che ho già commesso tutti gli errori possibili in palestra al posto tuo. Ho sollevato male, corso troppo, riposato troppo poco e comprato almeno tre attrezzi inutili che ora occupano spazio in casa. A un certo punto ho deciso che era più utile capire come funzionano le cose che continuare ad andare avanti per tentativi. Quindi ho iniziato a scriverne.