Il numero di passi al giorno consigliato non è lo stesso per tutte le età, ecco i valori aggiornati

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Donatella

Donna che cammina su una strada di ciottoli in città tra altre persone

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Il consiglio dei 10.000 passi al giorno è uno dei miti più resistenti del fitness. Non nasce dalla ricerca scientifica — nasce da una campagna marketing giapponese degli anni '60 per un contapassi chiamato "Manpo-kei", che letteralmente significa "misuratore dei 10.000 passi". Un numero tondo, facile da ricordare, perfetto per vendere un prodotto. La scienza ha impiegato decenni per andare oltre quel numero e quello che ha trovato è più interessante e più utile.

Il numero di passi che produce benefici reali per la salute cambia con l'età, con il livello di attività fisica di partenza e con l'obiettivo — ridurre la mortalità, migliorare la salute cardiovascolare, controllare il peso, proteggere le articolazioni. Non esiste un numero magico universale, ma esistono range supportati dalla ricerca che vale la pena conoscere.

Perché i passi contano davvero

Prima di entrare nei numeri, vale la pena capire cosa fa camminare al corpo. Non è solo "cardio leggero". Camminare è un'attività che coinvolge il sistema cardiovascolare, il metabolismo del glucosio, la salute articolare e persino la funzione cognitiva.

Ogni passo genera un impatto meccanico che stimola la densità ossea — particolarmente importante dopo i 40 anni quando la perdita di massa ossea accelera. La contrazione ritmica dei muscoli delle gambe funziona come una pompa per il ritorno venoso, migliorando la circolazione. Il consumo energetico è modesto per singolo passo ma si accumula: 10.000 passi equivalgono a circa 400-500 calorie a seconda del peso corporeo e della velocità, un contributo significativo al bilancio energetico giornaliero.

Ma il dato più rilevante riguarda la mortalità per tutte le cause. Una meta-analisi del 2022 pubblicata su The Lancet ha analizzato 15 studi con quasi 50.000 partecipanti e ha concluso che i benefici sulla mortalità esistono già a partire da un numero di passi molto inferiore ai famosi 10.000 — ma il punto in cui i benefici si stabilizzano dipende dall'età.

20-30 anni: la base è più alta di quanto pensi

A questa età il corpo è al massimo della capacità di movimento. Le articolazioni sono idratate, i tendini elastici, il sistema cardiovascolare risponde rapidamente agli stimoli. Il problema non è la capacità di camminare — è la sedentarietà imposta dallo stile di vita. Lavoro d'ufficio, studio, trasporti: la media reale di passi giornalieri per un giovane adulto sedentario è spesso tra i 3.000 e i 5.000.

Il range ottimale a questa età è 8.000-10.000 passi al giorno. Non perché sotto quella soglia non ci siano benefici, ma perché il corpo giovane ha bisogno di un volume di movimento più alto per ottenere effetti significativi sulla composizione corporea e sulla salute metabolica. La ricerca mostra che negli under 60 i benefici sulla mortalità continuano a crescere fino a circa 8.000-10.000 passi, per poi appiattirsi.

A questa età i passi funzionano anche come strumento di gestione del peso particolarmente efficace. Aggiungere 3.000 passi alla propria giornata — circa 25-30 minuti di camminata — equivale a creare un deficit di circa 150 calorie al giorno, che su base settimanale diventa significativo senza richiedere alcuna restrizione alimentare.

L'errore comune a questa età è pensare che i passi siano irrilevanti perché "tanto mi alleno". I passi e l'allenamento misurano cose diverse. L'allenamento in palestra dura 60-75 minuti. Il resto della giornata — 15-16 ore da svegli — è dove i passi fanno la differenza. Una persona che si allena intensamente ma passa il resto del giorno seduta può avere un dispendio energetico totale inferiore a chi non si allena ma cammina 10.000 passi al giorno.

30-40 anni: il numero che protegge il metabolismo

Dopo i 30 il metabolismo basale inizia a calare — non in modo drammatico, ma circa il 2-3% per decade. La composizione corporea tende a spostarsi verso più grasso e meno muscolo se non si interviene. I passi diventano uno strumento di manutenzione metabolica ancora più importante.

Il range ottimale si mantiene su 7.500-10.000 passi al giorno. La soglia inferiore scende leggermente perché a questa età molte persone integrano con allenamento strutturato e il volume totale di attività fisica va considerato nel suo insieme.

Un dato interessante riguarda la glicemia post-prandiale. Camminare 10-15 minuti dopo i pasti — circa 1.500-2.000 passi distribuiti nelle finestre post-prandiali — ha un effetto misurabile sull'abbassamento dei picchi glicemici. Dopo i 30 anni la sensibilità insulinica inizia a ridursi e questa abitudine semplice diventa un investimento sulla salute metabolica a lungo termine.

A questa età entra anche in gioco il fattore stress. La camminata, soprattutto all'aperto e a ritmo moderato, abbassa il cortisolo in modo misurabile. Per chi ha una vita lavorativa intensa, 30-40 minuti di camminata quotidiana non sono solo esercizio — sono regolazione del sistema nervoso.

40-50 anni: meno passi, più benefici

Qui la ricerca dice qualcosa di sorprendente. I benefici sulla mortalità per gli over 40 cominciano a stabilizzarsi prima rispetto ai più giovani. Il range ottimale scende a 6.000-8.000 passi al giorno. Non significa che farne di più sia dannoso — significa che il ritorno marginale di ogni passo aggiuntivo oltre gli 8.000 diventa minimo.

Questo dato è importante perché a 40-50 anni entrano in gioco fattori che rendono i volumi altissimi di camminata potenzialmente problematici. Le articolazioni — ginocchia e anche in particolare — hanno perso parte della capacità di assorbire impatti ripetuti. I tendini sono meno idratati e più soggetti a tendinopatie da sovraccarico. Camminare 15.000 passi al giorno su asfalto con scarpe inadatte non è salute, è usura.

La qualità dei passi a questa età conta più della quantità. Camminare su superfici variate — terra, erba, sentieri — distribuisce il carico in modo diverso ad ogni passo e riduce lo stress ripetitivo sulle stesse strutture. Variare la velocità — alternando tratti a passo sostenuto e tratti a ritmo normale — produce benefici cardiovascolari superiori rispetto alla camminata a velocità costante.

Un altro fattore che emerge a questa età è la densità ossea. Dopo i 40 la perdita di massa ossea accelera, soprattutto nelle donne in avvicinamento alla menopausa. La camminata a passo veloce genera un impatto meccanico sufficiente a rallentare la perdita ossea nelle gambe e nella colonna lombare, ma solo se il passo è abbastanza vigoroso da produrre un impatto reale — passeggiare lentamente non basta.

Dopo i 50: il numero che la ricerca ha ridimensionato

Il dato più importante per questa fascia d'età viene dalla meta-analisi su The Lancet: negli over 60, i benefici sulla mortalità si stabilizzano intorno ai 6.000-8.000 passi al giorno. Andare oltre non aggiunge protezione significativa. Questo è il dato che ha definitivamente smontato il mito dei 10.000 passi come obiettivo universale.

Il range ottimale dopo i 50 è 5.000-7.000 passi al giorno, con un obiettivo ideale intorno ai 6.000. Un numero che sembra basso solo se si ragiona ancora con la mentalità dei 10.000. In realtà 6.000 passi equivalgono a circa 45-50 minuti di camminata — un impegno tutt'altro che banale per chi parte da una vita sedentaria.

A questa età i passi servono a contrastare la sarcopenia — la perdita progressiva di massa muscolare — non come sostituto dell'allenamento di forza, che resta insostituibile, ma come complemento. Camminare mantiene attivi i muscoli delle gambe, stimola la coordinazione e l'equilibrio e riduce il rischio di cadute, che dopo i 65 anni diventano una delle principali cause di ospedalizzazione.

La velocità del passo dopo i 50 diventa un indicatore di salute più importante del numero di passi. La ricerca mostra che la velocità di camminata è un predittore indipendente di longevità: chi cammina a passo sostenuto vive statisticamente più a lungo di chi cammina lentamente, a parità di numero di passi. Puntare a mantenere un passo di almeno 5 km/h è un obiettivo funzionale più utile del contare i passi.

Un'attenzione particolare va alla superficie e alle calzature. Dopo i 50 le articolazioni non perdonano le superfici dure e le scarpe senza ammortizzazione. Investire in scarpe da camminata di qualità non è un vezzo — è prevenzione ortopedica.

La tabella riassuntiva

EtàPassi giornalieri ottimaliBenefici principaliNota chiave
20-308.000-10.000Composizione corporea, metabolismoI passi compensano la sedentarietà lavorativa
30-407.500-10.000Glicemia, gestione stress, pesoCamminata post-prandiale particolarmente utile
40-506.000-8.000Densità ossea, salute articolareQualità e varietà di superficie contano più del numero
50+5.000-7.000Prevenzione cadute, sarcopenia, longevitàLa velocità del passo conta più del numero

Ogni età ha i suoi passi

Il messaggio non è "invecchiando cammina meno". È "invecchiando cammina in modo più intelligente". A 25 anni il corpo tollera qualsiasi volume e qualsiasi superficie. A 55 il corpo risponde ancora benissimo al movimento — ma chiede che quel movimento sia dosato, variato e adattato.

I 10.000 passi non sono sbagliati per chi ha 25 anni, è in buona salute e vuole un numero semplice da inseguire. Ma per chi ha 55 anni, puntare a 6.000 passi a passo sostenuto su superfici variate, con scarpe adatte e magari distribuiti in due o tre camminate nella giornata, è una strategia più efficace, più sostenibile e più sicura.

Il contapassi è uno strumento. Il numero che mostra è un punto di partenza, non un verdetto. Quello che conta è muoversi ogni giorno, all'intensità giusta per la propria età, in modo che si possa continuare a farlo per decenni.

Fonte utilizzata in questo articolo:
Daily steps and health outcomes in adults: a systematic review and dose-response meta-analysis

Disclaimer: questo articolo è puramente informativo e non sostituisce il parere medico. In caso di dolori, infortuni o problemi di salute, consultare un professionista prima di iniziare qualsiasi attività fisica.

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Donatella

Mi alleno da otto anni, il che significa che ho già commesso tutti gli errori possibili in palestra al posto tuo. Ho sollevato male, corso troppo, riposato troppo poco e comprato almeno tre attrezzi inutili che ora occupano spazio in casa. A un certo punto ho deciso che era più utile capire come funzionano le cose che continuare ad andare avanti per tentativi. Quindi ho iniziato a scriverne.