Basta camminate veloci, APP e conta passi, l'attività fisica "spreca tempo" è liberatoria ed ha benefici insospettabili

Pubblicato il

Scritto da

Donatella

Basta camminate veloci, APP e conta passi, l'attività fisica "spreca tempo" è liberatoria ed ha benefici insospettabili

Seguici anche tu su Google News


Viviamo in un'epoca in cui la corsa è spesso sinonimo di performance: cronometro al polso, conteggio ossessivo dei passi e calorie e obiettivi da spuntare uno dopo l'altro. Quanti di noi escono a correre pensando solo a migliorare il tempo sul chilometro, a dimagrire più in fretta o a raggiungere quota 10.000 passi al giorno? Ammettiamolo: ci siamo passati tutti. Io per primo ho vissuto quel periodo in cui ogni corsa doveva avere uno scopo preciso, altrimenti mi sembrava "sprecata". E così via di app, smartwatch e piani di allenamento rigidi.

Ma cosa accadrebbe se, ogni tanto, facessimo l'esatto contrario? Immagina di correre senza obiettivi, senza guardare il tempo, il ritmo o le calorie bruciate, senza nemmeno uno smartwatch al polso: semplicemente correre, piano, per il gusto di farlo. Una follia per molti runner moderni, vero? Eppure proprio quella che sembra un'eresia potrebbe essere la chiave per riscoprire la gioia e i benefici più genuini della corsa. In questo articolo voglio raccontarti perché abbracciare la corsa lenta e spontanea ogni tanto mi ha reso un runner (e una persona) più felice – andando controcorrente rispetto a tutto ciò che pensavo di sapere.

Cronometri, calorie e passi: quando correre diventa stress

Diciamolo: la corsa nasce come valvola di sfogo e antistress, ma paradossalmente molte volte rischia di diventare un'altra fonte di stress. Colpa di quella mentalità da "se non misuri ogni progresso, tanto vale stare sul divano" che oggi impera. App, social network e smartwatch ci ricordano continuamente quanti chilometri abbiamo fatto, con quale passo medio, quante calorie abbiamo bruciato. E finiamo per interiorizzare l'idea che ogni uscita di corsa debba avere un obiettivo tangibile: perdere peso, battere il record personale, accumulare dati da confrontare.

Ti è mai capitato di tornare da una corsa rilassante ma di sentirti quasi in colpa perché il tuo ritmo era più lento del solito? O magari di pensare che quei 5 chilometri "facili" siano stati inutili perché non hai sudato sette magliette? Succede perché siamo abituati a legare la validità di un allenamento ai numeri che produce. Sia chiaro, porsi obiettivi e monitorare i progressi non è sbagliato di per sé. Ma quando l'ossessione per le prestazioni prende il sopravvento, rischiamo di dimenticare il motivo per cui abbiamo iniziato a correre: stare bene.

Correre senza obiettivi: un atto di ribellione

In un mondo che ci spinge continuamente ad andare più veloce e a fare di più, rallentare volontariamente è quasi un gesto rivoluzionario. Persino mentre corriamo, scegliere di non spingere al massimo può diventare un atto di ribellione contro le performance da condividere. Significa dire a noi stessi che non siamo macchine da record e che va bene così. La prima volta che ho lasciato a casa il mio orologio GPS e sono uscito a correre senza meta, lo ammetto, mi sentivo strano: senza dati da guardare ogni minuto, quasi non sapevo "come stavo andando"; poi mi sono reso conto che stavo andando e basta, ed era liberatorio. Il ritmo lento mi permetteva di ascoltare il mio respiro, i miei passi e di guardarmi intorno davvero, forse per la prima volta dopo tanto tempo.

Questa scelta di correre piano e senza obiettivi è controcorrente, ma incredibilmente potente. È come riprendersi il tempo e il piacere del movimento dalle mani dell'ansia da prestazione. E non è solo una sensazione: uno studio su oltre 5.000 persone ha scoperto che chi corre a ritmo facile/moderato per qualche ora a settimana vive più a lungo non solo rispetto ai sedentari, ma persino rispetto a chi macina chilometri con allenamenti intensi. Insomma, rallentare ogni tanto non è solo "accettabile" – è addirittura salutare e ce lo conferma la scienza! Quando scegli di non inseguire nulla se non il tuo respiro, stai lanciando un messaggio chiaro: la corsa la controlli tu, non il cronometro.

I benefici nascosti della corsa lenta

Se la corsa lenta non farà scalpore su Strava o Instagram, poco importa: i suoi benefici sono reali e molteplici, per mente e corpo. Eccone alcuni:

  • Meno stress, più buonumore: andare a ritmo tranquillo significa abbassare la pressione (in tutti i sensi!). Una corsa in scioltezza aiuta a dissipare lo stress accumulato e a ridurre l'ansia, grazie anche alle endorfine – i famosi "ormoni della felicità" – che il corpo rilascia. Il risultato? Ti senti più sereno e di buon umore dopo l'allenamento, anche senza aver fatto fatiche epiche.
  • Benefici fisici senza traumi: non farti ingannare dal passo lento: stai comunque allenando il tuo corpo in modo efficace. La corsa a bassa intensità migliora l'efficienza cardiovascolare, allena il metabolismo a usare meglio i grassi come carburante e permette ai muscoli di recuperare senza microtraumi. Correndo piano riduci anche il rischio di infortuni, perché eviti di sovraccaricare le articolazioni e i tendini con sforzi eccessivi.
  • Mente libera e più creatività: quando non sei schiavo del cronometro, puoi finalmente ascoltare te stesso. Il jogging lento diventa quasi una forma di mindfulness: ti concentri sul respiro, sul paesaggio, sul ritmo naturale dei tuoi passi o su niente e va bene così. La mente si svuota dalle preoccupazioni e spesso, proprio in questo stato di relax mentale, spuntano nuove idee o soluzioni a problemi che prima ti sembravano insormontabili.
  • Divertimento e motivazione ritrovati: togliere l'ansia da prestazione ti fa riscoprire quanto è bello correre per il puro piacere di muoversi. Questa sensazione di libertà rende la corsa un momento atteso e gioioso, invece di un dovere. E indovina un po': più ti diverti correndo, più sarai motivato a infilare le scarpe da running la prossima volta, creando un circolo virtuoso di costanza e benessere.

Riscoprire il piacere di correre

Alla fine, è proprio così: ogni tanto dobbiamo permetterci di correre per il semplice piacere di correre. Quando ti liberi dall'idea che ogni corsa debba avere una performance da raggiungere, riscopri una verità quasi dimenticata. Correre può essere divertente e appagante a prescindere dal cronometro. Da bambini lo sapevamo bene: correvamo ridendo nei parchi o dietro a un pallone, senza preoccuparci di quante calorie stavamo bruciando o di quanti chilometri facevamo. Quella gioia pura del movimento è ancora lì, a portata di mano (anzi, di piede!), basta andarla a riprendere.

Ogni tanto, lascia da parte tabelle, ritmi e obiettivi ambiziosi. Concediti una corsa lenta "senza pensieri": scegli magari un percorso che ti piace, metti le cuffie con la tua musica preferita o goditi i suoni della natura e parti senza meta prestabilita. Potrai scoprire che mezz'ora di jogging tranquillo ti rigenera più di qualunque sessione tirata al limite e alla fine poco importa quanta strada hai fatto o in quanto tempo: ciò che importa è come ti senti. Scommetto che ti sentirai benissimo, con il sorriso sulle labbra e la mente più leggera. Dopotutto, la corsa dovrebbe essere questo: un momento per te, per stare bene – e a volte, per stare bene, basta semplicemente rallentare.

Disclaimer: questo articolo è puramente informativo e non sostituisce il parere medico. In caso di dolori, infortuni o problemi di salute, consultare un professionista prima di iniziare qualsiasi attività fisica.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo


Foto dell'autore

Donatella

Mi alleno da otto anni, il che significa che ho già commesso tutti gli errori possibili in palestra al posto tuo. Ho sollevato male, corso troppo, riposato troppo poco e comprato almeno tre attrezzi inutili che ora occupano spazio in casa. A un certo punto ho deciso che era più utile capire come funzionano le cose che continuare ad andare avanti per tentativi. Quindi ho iniziato a scriverne.