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C'è un momento, nella vita di chi corre, in cui la strada non basta più. Si cercano deserti, montagne, distanze che suonano assurde. E poi c'è chi decide di fermarsi in un metro quadrato e correre lì, per un giorno intero. Pepe Fiamoncini, brasiliano di 35 anni, ha scelto proprio questa versione della sfida. La più monotona possibile. E forse, per questo, la più estrema.
Il 5 febbraio 2026, alle nove del mattino, Fiamoncini ha smesso di correre su un tapis roulant piazzato in una palestra a cielo aperto sulla spiaggia di Ipanema, a Rio de Janeiro. Aveva cominciato esattamente ventiquattro ore prima, alla stessa ora, il 4 febbraio. Il contatore segnava 188 chilometri. Più di quattro maratone, percorse senza mai cambiare scenario.
La sfida più noiosa del mondo
A definirla così è stato lo stesso Fiamoncini. E non per falsa modestia, ma per onestà. Chi corre su un tapis roulant lo sa: non cambia il paesaggio, non cambia la superficie, non c'è una curva, una salita, un traguardo visibile all'orizzonte. C'è solo il nastro che scorre e il corpo che deve restare in movimento. Per ventiquattro ore consecutive, la mente diventa il vero campo di battaglia.
Le uniche interruzioni che Fiamoncini si è concesso sono state brevissime pause per cambiarsi le scarpe e per necessità fisiologiche. Nessuna sosta programmata, nessun riposo prolungato. Solo il ritmo costante di chi sa che fermarsi troppo a lungo significherebbe non ripartire.
Davanti all'oceano, senza guardarlo
Il tapis roulant era posizionato in una palestra all'aperto, con vista sulla leggendaria spiaggia di Ipanema. Un dettaglio che aggiunge un contrasto quasi ironico alla scena: l'oceano Atlantico davanti, chilometri di sabbia e onde e un uomo che corre senza spostarsi di un centimetro.
Il Guinness dei Primati ha seguito l'intera impresa in diretta video, con osservatori presenti sul posto. La prestazione, tuttavia, attende ancora l'omologazione ufficiale. In questo tipo di tentativi, la validazione passa attraverso il rispetto rigoroso delle condizioni di misurazione e controllo stabilite dall'organizzazione. Se confermata, sarà il terzo Guinness World Record per Fiamoncini.
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Dal divano della pandemia ai record mondiali
La storia sportiva di Fiamoncini ha un inizio recente e sorprendente. Ha cominciato a fare sport durante la pandemia di Covid, iscrivendosi a un Ironman, il triathlon su lunga distanza che comprende 3,8 chilometri a nuoto, 180 in bicicletta e una maratona di corsa. Lo considerava il punto più alto della capacità umana. Lo ha completato e ha capito che non gli bastava.
Dopo l'Ironman è passato all'Ultraman, una gara che raddoppia abbondantemente quelle distanze e si sviluppa su più giorni. E da lì ha iniziato a guardare al Guinness dei Primati come al passo successivo.
Il primo record è arrivato nel maggio 2023, in uno scenario opposto a quello di una palestra carioca. Fiamoncini ha attraversato di corsa il Salar de Uyuni, in Bolivia, la più grande distesa salata del pianeta, a circa 3.650 metri di altitudine. Ha percorso 170 chilometri in poco più di 33 ore, affrontando escursioni termiche importanti tra giorno e notte. Un'impresa di resistenza pura, in un ambiente estremo.
Il secondo record è arrivato nell'ottobre 2025, sempre su tapis roulant: 110 chilometri in 12 ore. Una sorta di prova generale, un test per verificare la tenuta fisica e mentale prima del grande tentativo sulle 24 ore.
Curioso delle proprie capacità
Fiamoncini si descrive con una sola parola: curioso. Non nel senso di eccentrico, ma nel senso più letterale del termine. Vuole sapere fin dove può arrivare, quanto il corpo può reggere prima di cedere e soprattutto cosa succede nella testa quando il corpo chiede di smettere.
È una domanda che gli ultramaratoneti si pongono spesso, ma che su un tapis roulant assume una forma diversa. All'aperto ci sono distrazioni, cambi di terreno, persone lungo il percorso. Su un nastro meccanico, tutto questo scompare. Resta solo il dialogo interno, il rumore dei passi e il tempo che sembra non passare mai.
Numeri e prospettiva
Per mettere i 188 chilometri in prospettiva: equivalgono alla distanza tra Milano e Parma, percorsa interamente a piedi, in un giorno, senza mai spostarsi realmente.
La media oraria si aggira intorno ai 7,8 chilometri all'ora, un ritmo che può sembrare moderato a chi corre regolarmente, ma che diventa brutale se mantenuto per ventiquattro ore senza pause significative. A queste distanze, la velocità conta meno della continuità. E la continuità, su un tapis roulant, è una questione che riguarda soprattutto il cervello.
Se il Guinness dei Primati confermerà l'omologazione, Fiamoncini entrerà ufficialmente nella storia come l'uomo che ha trasformato l'attrezzo più noioso della palestra nel teatro di un'impresa sportiva straordinaria.






