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A volte, per allenare davvero il core e risvegliare i muscoli profondi del corpo, non serve alzare pesi né sdraiarsi sul tappetino. Bastano una sedia, qualche minuto e un esercizio mirato, nato in Giappone nell'ambito del Metodo Sakuma, un programma posturale e tonificante che ha conquistato moltissime donne in tutto il mondo. In questo articolo scoprirai uno dei cinque movimenti base del metodo, semplice solo all'apparenza, ma in grado di attivare in profondità addome, schiena e spalle con un lavoro dolce, controllato e preciso.
Il suo punto di forza è proprio questo: rispetta il corpo, ne migliora l'allineamento e stimola muscoli in un modo diverso dal solito.
Lo si può fare ovunque e ha benefici tangibili: rafforza i muscoli profondi dell'addome e della schiena, migliora la stabilità del busto, aiuta a mantenere una postura più eretta e riduce il rischio di fastidi alla zona lombare. Stimolando il core in modo isometrico, contribuisce anche a migliorare la consapevolezza posturale, utile per chi tende a incurvarsi o a stare seduto per ore. Nel tempo, questo tipo di attivazione può portare a un rimodellamento della silhouette, perché migliora l'allineamento e attiva fasce muscolari che sostengono la zona centrale del corpo.
A cosa serve davvero questo esercizio?
Lo scopo principale di questo esercizio è tonificare il core, ovvero tutti quei muscoli che avvolgono il tronco e che sostengono la colonna vertebrale: addominali profondi, muscoli lombari, paraspinali. Ma non solo. La particolarità del movimento – che prevede un sollevamento controllato delle braccia da una posizione seduta e inclinata – permette di coinvolgere anche spalle e parte alta della schiena, creando così un lavoro sinergico e bilanciato.
A beneficiarne è la stabilità centrale del corpo, l'equilibrio muscolare tra parte anteriore e posteriore del tronco e – cosa che molte persone cercano – la linea del punto vita, che appare più snella man mano che si attivano in profondità i muscoli trasversi dell'addome e gli obliqui. È un esercizio che non si limita al “scolpire la pancia”: agisce anche sull'assetto posturale, aiutando a raddrizzare la schiena senza sforzi eccessivi.
Un altro vantaggio è che risveglia muscoli dormienti, poco attivati nella vita quotidiana, ma fondamentali per mantenere il corpo allineato e in salute. È quindi ideale sia in chiave preventiva, sia come complemento per chi già si allena ma vuole rinforzare il core in modo più profondo e raffinato.
Come si esegue: spiegazione passo per passo
Per eseguire questo esercizio correttamente, serve solo una sedia stabile e qualche minuto di concentrazione. La postura iniziale è già parte integrante del lavoro: si tratta di assumere una posizione che attiva subito i muscoli posturali, anche se si è apparentemente “fermi”.
Posizione di partenza
Siediti sul bordo della sedia, in modo che le cosce siano ben appoggiate ma il bacino sia libero di attivarsi. Divarica leggermente le gambe, tenendo i piedi saldi a terra, alla larghezza delle spalle. Inclina leggermente il busto in avanti, mantenendo la schiena dritta e piatta, senza incurvarla. Le spalle devono trovarsi appena sopra le ginocchia.
Ora incrocia le braccia afferrando il polso o il gomito opposto con le mani e porta i gomiti a sfiorare le ginocchia. In questa posizione, il corpo è già in tensione: gli addominali lavorano per mantenere l'inclinazione e i muscoli della schiena si attivano per tenere il busto stabile.
Movimento di sollevamento
Da questa posizione, senza muovere il busto, solleva lentamente le braccia (che restano incrociate) sopra la testa, fino a portarle il più in alto possibile. Il movimento dev'essere fluido e controllato: le braccia salgono, ma il tronco non si muove. Non raddrizzarti, non spostare il peso: l'inclinazione del busto resta identica.
Mentre sollevi le braccia, potresti sentire un allungamento tra le scapole e nelle spalle: è segno che il lavoro sta andando a buon fine. Gli addominali profondi si contraggono per stabilizzarti, mentre le spalle e i muscoli dorsali si attivano per sostenere il movimento.
Tenuta e ritorno
Quando le braccia sono arrivate al punto più alto, mantieni la posizione per circa 6 secondi, respirando regolarmente. Immagina di spingere le scapole verso il basso per non contrarre il collo. Poi abbassa lentamente le braccia, tornando alla posizione iniziale (gomiti sulle ginocchia), senza muovere il busto.
Ripeti questo ciclo 10 volte: ogni ripetizione prevede sollevamento + tenuta di 6 secondi + ritorno. È importante mantenere precisione e consapevolezza: meglio farne meno ma bene, piuttosto che farle tutte in fretta.
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Quali muscoli lavorano e perché è così efficace
Questo esercizio, se eseguito correttamente, non lavora in modo isolato, ma coinvolge una vera e propria rete muscolare. Gli addominali e in particolare il trasverso e gli obliqui, si attivano per mantenere stabile l'inclinazione del busto. Il core profondo lavora in isometria, il che significa che si contrae senza movimento, migliorando il controllo e la resistenza.
I muscoli paraspinali, soprattutto quelli della zona lombare, entrano in azione per sostenere la schiena, mantenendola dritta ma non rigida. Le spalle lavorano in fase dinamica: il movimento di sollevamento attiva deltoidi, trapezi, romboidi, oltre ai muscoli profondi della colonna. Questo è importante, perché spesso si trascurano questi distretti, soprattutto in chi ha una vita sedentaria o posture scorrette.
Nel complesso, l'esercizio migliora la coordinazione neuromuscolare, la stabilità del busto e l'equilibrio posturale con effetti visibili nel tempo anche su pancia e spalle curve.
Gli errori da evitare (e piccoli accorgimenti utili)
Per ottenere tutti i benefici senza rischi, è importante evitare alcuni errori frequenti, soprattutto se si è alle prime armi o si tende ad “aiutarsi” con slanci e compensazioni inconsce.
Schiena sempre stabile: durante tutto l'esercizio, la posizione del busto non deve cambiare. Niente gobba, niente schiena iper-estesa. La colonna deve restare neutra, stabile grazie alla contrazione degli addominali. Se ti accorgi che ti stai “spingendo indietro” quando alzi le braccia, fermati e ricomponi la posizione.
Piedi ben piantati: non sollevare i talloni né far oscillare il bacino. Se senti che perdi equilibrio, probabilmente stai spostando troppo il peso: prova a riattivare il core e mantieni i piedi fermi e paralleli.
Ampiezza controllata: non cercare di portare le braccia troppo indietro. Salile fino a dove riesci senza avvertire fastidi o dolori alle spalle. Il movimento deve essere armonico, non forzato.
Collo rilassato: un errore classico è quello di incassare il collo o sollevare le spalle. Per evitarlo, mentre sollevi le braccia, immagina di allontanare le spalle dalle orecchie. Aiutati con la respirazione: espira quando sollevi le braccia, inspira quando le abbassi.
Esercizio potente (e da provare subito)
Questo esercizio, anche se può sembrare strano all'inizio, è un perfetto esempio di come semplicità e precisione possano sostituire la quantità. Basta una sedia, qualche minuto e la voglia di ascoltare il corpo. Se ripetuto quotidianamente, aiuta a migliorare la postura, la stabilità del core e il tono della parte alta del corpo, con benefici reali anche su pancia e schiena.
Perfetto per chi sta molto seduto, per chi vuole un'alternativa agli addominali classici e per chi cerca un lavoro profondo senza stress per le articolazioni.
Un piccolo rituale, ispirato alla disciplina giapponese, che ti insegna a sentire davvero i tuoi muscoli, anche da seduto. E che potrebbe sorprendere anche chi pensa che per allenare il core servano solo plank e crunch.






